Codice d’Essenza è la mia prima raccolta poetica, pubblicata nell’aprile 2025 da Tempo al Libro. Un libro che nasce dall’esigenza di interrogare l’esperienza, dare forma alle emozioni e cercare, attraverso la scrittura, un rapporto più autentico con sé stessi e con il mondo.
Sono Elia Trentin, poeta e ideatore culturale. Nato nel 2006 a San Daniele del Friuli e cresciuto a Manzano, ho frequentato il Liceo delle Scienze Umane a Cividale del Friuli e proseguito gli studi in Lettere all’Università di Udine, con indirizzo storico. La poesia accompagna il mio percorso fin dall’infanzia, intrecciandosi con l’interesse per la storia, la filosofia e le discipline che aiutano a comprendere le persone e la società.
Ho iniziato a scrivere da bambino, attorno agli otto anni. Quella che inizialmente era una curiosità è diventata un’esigenza: trovare nelle parole un modo per esprimere sentimenti e pensieri che altrimenti sarebbero rimasti indistinti.
Le letture pubbliche e i concorsi letterari mi hanno permesso di confrontarmi con interlocutori diversi. Durante questo percorso ho incontrato Mauro Gurioli, editore di Tempo al Libro, che ha scelto di investire sul mio lavoro dopo avermi ascoltato recitare e aver letto una prima raccolta informale dei miei testi. All’epoca avevo diciassette anni.
Da quell’incontro è nato Codice d’Essenza: il passaggio da una scrittura personale alla responsabilità di affidarla a un lettore.
Nella prefazione non propongo una definizione universale della poesia. Scelgo invece di presentare ciò che il libro custodisce:
«Qua dentro c’è un’anima intera, notti insonni e attimi d’oro in cui ho vissuto un mondo fatto di metafore e soluzioni».
La parola centrale è essenza: non una verità già raggiunta, ma qualcosa da cercare attraversando contraddizioni, legami, paure e possibilità di cambiamento. La raccolta non segue una narrazione lineare; accosta frammenti di esperienza e immagini che lasciano a chi legge la libertà di costruire il proprio percorso.
Identità, coscienza, memoria, solitudine e relazioni sono alcuni dei nuclei del volume. L’introspezione non coincide però con una chiusura: il confronto con sé stessi diventa anche una domanda sul rapporto con gli altri e sulla possibilità di trovare un significato condivisibile.
In Identità, il verso iniziale «Assolutamente niente, / ecco la mia identità» apre una tensione tra il senso di sé, il desiderio di comprendere e la disponibilità a donarsi agli altri. In Equilibrio, sapere e consapevolezza convivono con la fatica di trovare una misura tra forze opposte.
La riflessione assume anche forme filosofiche: Gli uffici dell’infinito mette in scena Tesi, Antitesi e Sintesi come luoghi di un universo mentale, mentre Tre attraversa dimensioni interiori differenti, tra profondità, quotidianità e possibilità sconosciute. Le idee prendono corpo attraverso immagini, senza diventare spiegazioni definitive.
Tutto si ferma scandisce un progressivo raccoglimento, fino a lasciare il soggetto solo davanti al mondo. In Diaframma, il pensiero entra nel respiro e la preoccupazione diventa un ritmo di arresti e ripartenze.
Accanto a queste tensioni emerge il bisogno dell’altro. Ponte trasforma due sponde nell’immagine di una distanza che può diventare incontro; Famiglia interroga il rapporto tra appartenenza e individualità; Giovane stanco riconosce nella sensibilità altrui una presenza capace di sostenere.
La dimensione personale si intreccia con uno sguardo etico. Ricordo richiama il coraggio di chi si dedica ai più deboli e si oppone all’oblio; La tomba di un poeta lega la memoria alla capacità dei versi di resistere all’indifferenza.
Il componimento d’apertura, Lo scrittore di vite, presenta un uomo che riempie pergamene e si commuove davanti alle proprie opere, consapevole della loro fragilità. La raccolta comincia così con l’immagine di storie che possono andare perdute, ma anche con un’affermazione di fiducia nell’esistenza.
La scrittura si sviluppa prevalentemente in versi liberi, spesso brevi, nei quali pause, ripetizioni e parole isolate costruiscono il ritmo. Oggetti e presenze quotidiane — una panchina, un albero, una coperta, una goccia — convivono con termini astratti come coscienza, infinito ed essenza.
Luce e tenebra, presenza e assenza, immobilità e movimento ritornano come poli di una ricerca che non si risolve una volta per tutte. Il testo conclusivo, Pezzi, riporta infine al titolo del libro: dopo aver attraversato perfezione, errore e incertezza, termina con le parole «Codice / d’Essenza». Una chiusura che invita a rileggere il cammino senza cancellarne le domande.
Non cerco un’interpretazione obbligata dei miei testi. Mi interessa che ciascuno possa attraversarli alla luce del proprio vissuto, riconoscendovi un’emozione, un dubbio o una possibilità che appartengono alla sua storia.
Come ho raccontato in un’intervista, la mia speranza è «riuscire ad aiutare le persone a espandere il proprio potenziale attraverso il messaggio dei versi». Considero la poesia un invito a pensare e a riscoprire la propria interiorità, non una promessa di risposte semplici.
Continuo a riconoscermi nel gesto della scrittura a mano e nel tempo necessario per scegliere una parola. La pubblicazione aggiunge a quel gesto una dimensione nuova: accettare che ciò che nasce da me possa assumere, nell’incontro con gli altri, significati inattesi.
Codice d’Essenza è stato presentato in anteprima all’Antico Foledor Boschetti della Torre di Manzano, aprendo il ciclo Incontri con l’autore, promosso dalla Biblioteca comunale «Caterina Percoto» e dall’Assessorato alla Cultura.
A dialogare con me è stata Martina Burlina di Spritz Letterario Manzano, con la partecipazione di Stefania Pittino Nosnan in rappresentanza dell’Associazione Scrittori FVG e l’accompagnamento musicale di Mehdi Limoochi. L’iniziativa, sostenuta da Banca 360 e organizzata in collaborazione con la Società Filologica Friulana e il Sistema Bibliotecario del Friuli, ha portato il libro davanti alla comunità in cui sono cresciuto.
Il percorso di promozione ha incluso l’incontro annunciato per l’11 dicembre 2025 al Fuoriluogo di Gorizia, in dialogo con il professor Lorenzo Fasano, dedicato alla raccolta e alla visione della poesia che ne accompagna la nascita.
A Pagnacco, la Biblioteca comunale ha proposto una presentazione in occasione della Giornata mondiale della poesia, ancora con Lorenzo Fasano. L’appuntamento metteva al centro il processo creativo del volume e le sue domande sull’identità e sul senso dell’esistenza.
Un’esperienza significativa è stata il confronto con gli studenti della classe 5ª Meccanica B dell’ISIS Arturo Malignani di Udine, promosso dalla professoressa Luisa Schiratti. Abbiamo parlato del valore sociale della poesia, del mondo editoriale e del percorso che conduce dalla creazione di un testo alla pubblicazione.
La domanda «Perché fare poesia?» ha aperto un dialogo sulle passioni e sul significato di dedicarsi a un’arte che non risponde soltanto a un bisogno immediato. Trovarmi davanti a ragazzi vicini alla mia età ha reso concreta una convinzione: raccontare il proprio percorso può incoraggiare gli altri a prendere sul serio ciò che li appassiona, senza indicare una strada uguale per tutti.
Il mio percorso è stato accompagnato da premi, menzioni e segnalazioni in concorsi nazionali e internazionali. Tra le esperienze documentate dalla stampa figurano TrentinPoesia a Fiume Veneto, San Giorgio e il drago, il libro e la rosa, Divin’in vita, Ralfo Monti e Maria Virginia Fabroni. Alcuni componimenti premiati o segnalati sono confluiti nella raccolta.
Nella motivazione del primo premio di TrentinPoesia, la giuria ha riconosciuto nei miei testi «versi brevi e rapidi, che lasciano intravedere un cammino illuminato dalla poesia».
Il percorso ha ricevuto anche un messaggio pubblico di apprezzamento da Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato l’introspezione e la sensibilità delle opere, insieme alla capacità della scrittura di incoraggiare altri giovani a credere nella forza delle parole.
Codice d’Essenza è il punto di partenza del mio percorso editoriale. Alla scrittura personale ho successivamente affiancato la curatela e il coordinamento di esperienze collettive, tra cui Incastri e Passi d’Inchiostro.
In queste attività ritrovo la stessa intenzione che accompagna i miei versi: creare occasioni di espressione e ascolto, dando alle parole la possibilità di diventare relazione.
Incastri è una raccolta poetica corale pubblicata nel 2026 da Versi Edizioni, nata dall’esperienza del Circolo degli Incastrati: nove giovani autori under 25, accomunati dall’amicizia, dalla vita universitaria e dalla passione per la scrittura. Ho curato e coordinato il progetto, partecipando anche come autore e accompagnando la trasformazione di un’idea condivisa in un’opera collettiva. Un percorso nel quale la mia curatela si è intrecciata con il contributo di ciascun componente del gruppo, valorizzando sensibilità, lingue e stili differenti.
La storia comincia a Udine, alla fine del 2025, durante i primi mesi di università. Tra una lezione e l’altra, un gruppo di studenti inizia a ritrovarsi per un caffè. Quel momento diventa presto un appuntamento abituale: uno spazio in cui parlare di filosofia, musica, politica, arte e quotidianità, conoscersi e confrontarsi senza filtri.
Il luogo di ritrovo è un bar del centro, incuneato tra gli edifici e affettuosamente ribattezzato «Bar Incastrato». Da qui nasce il nome del circolo, che conserva il legame con il luogo in cui l’esperienza ha preso forma e richiama, allo stesso tempo, l’incontro tra persone diverse.
Prima del libro c’è dunque l’amicizia. La scoperta di una comune passione per la poesia offre a quelle conversazioni una nuova direzione: condividere non soltanto idee, ma anche testi, sensibilità e modi di osservare il mondo. È da questa esigenza che nasce Incastri.
All’interno di questo percorso ho assunto il ruolo di curatore e coordinatore del progetto, contribuendo a dare una direzione editoriale al lavoro del gruppo. La collaborazione con Versi Edizioni e il contributo di Stefania Pittino Nosnan hanno permesso di portare l’esperienza del circolo alla pubblicazione.1
Il principio alla base della raccolta è stato mantenere riconoscibile ogni voce. Il libro è suddiviso per autori, con uno spazio equilibrato per ciascuno: non una scrittura uniforme, ma un insieme di percorsi che possono incontrarsi senza perdere la propria identità. La curatela si inserisce in questa dimensione corale, nella quale il valore del progetto nasce dalla relazione tra le differenze.
Dopo la mia prima raccolta, Codice d’Essenza, pubblicata nel 2025 da Tempo al Libro, Incastri rappresenta un ampliamento del mio percorso: alla scrittura personale si affianca il lavoro di costruzione e coordinamento di un’esperienza editoriale collettiva.
Gli «incastri» del titolo sono i legami, spesso invisibili, che uniscono luoghi, persone, situazioni, esperienze, ricordi e oggetti apparentemente distanti. Diventano una chiave di lettura della quotidianità, interpretata attraverso nove sguardi differenti.
La raccolta unisce varietà stilistica e sensibilità giovanile. Ogni autore affronta l’esperienza con il proprio linguaggio, cercando una dimensione profonda delle cose senza rinunciare alla freschezza del proprio sguardo. Il risultato è un’opera che non pretende di rappresentare una generazione con una sola voce, ma ne accoglie la pluralità.
Anche il titolo conserva qualcosa della vita concreta del gruppo: gli impegni da conciliare, il tempo da trovare per incontrarsi, le differenze che, come tessere di un puzzle, possono diventare parte di una composizione comune.
Incastri accoglie componimenti in italiano, friulano e franco-provenzale. La presenza di tre lingue riflette la varietà delle appartenenze e dei percorsi degli autori, facendo della diversità una possibilità di arricchimento reciproco. Il volume gode del patrocinio dell’ARLeF — Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane.
Gli autori della raccolta sono:
Henri Aramini Borra
Nicholas Bertoni
Riccardo Biscaro
Chiara Bonutti
Alice Bozzetti
Sara de Rubertis
Giovanni Flaibani
Giulia Tomasi, autrice anche della prefazione
Elia Trentin, autore e curatore
Al momento della nascita del progetto, il gruppo riuniva ragazzi tra i 19 e i 23 anni, diversi per provenienza, interessi, percorsi universitari e stile di scrittura. Il lavoro è stato sostenuto dall’Associazione Scrittori FVG, della quale fanno parte gli autori.
Il 22 aprile 2026 Incastri è stato presentato all’Antico Foledor Boschetti della Torre di Manzano. Oltre 300 persone hanno partecipato alla serata, durante la quale gli autori hanno dialogato con Mariaelena Porzio, dell’Associazione Scrittori FVG, e condiviso con il pubblico la lettura di alcune poesie.
L’appuntamento è stato realizzato grazie al contributo del Comune di Manzano e della Biblioteca comunale «Caterina Percoto», con il sostegno di Banca 360 FVG e del Sistema Bibliotecario del Friuli. Per il circolo è stato il primo incontro pubblico attorno al libro: il momento in cui un’esperienza nata tra amici ha trovato ascolto in una comunità più ampia.
Il percorso di Incastri ci ha portati anche al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove abbiamo partecipato portando la raccolta e l’esperienza del Circolo degli Incastrati. L’appuntamento era stato annunciato per il 17 maggio 2026 nell’ambito della presenza del Friuli Venezia Giulia alla manifestazione
Per me, come curatore, coordinatore e autore, questa partecipazione ha rappresentato una tappa significativa: condividere con il gruppo il passaggio da un progetto nato nella quotidianità universitaria a un contesto nazionale dedicato ai libri, alla scrittura e all’incontro con i lettori.
Il Circolo degli Incastrati nasce dal desiderio di rendere la cultura una pratica condivisa: leggere, discutere, scrivere e costruire insieme. Attraverso Incastri, questo desiderio ha trovato una forma editoriale, offrendo spazio a nove giovani voci e mostrando come la diversità possa diventare il fondamento di un progetto comune
È questa la dimensione che riconosco nel mio lavoro di curatela e coordinamento: mettere in relazione persone e idee, dare una direzione a un’intuizione e creare le condizioni perché più voci possano esprimersi, senza smettere di essere sé stesse.
Passi d’Inchiostro è un progetto editoriale e culturale nato a Udine da una mia idea, per offrire ai giovani occasioni concrete di espressione, confronto e partecipazione. Riunisce 65 autori e autrici under 25 provenienti da tutta Italia in un volume di poesia, prosa e fumetto, pubblicato da Tempo al Libro nel 2026.
Sono l’ideatore e il curatore principale del progetto e ne seguo il coordinamento, la promozione e lo sviluppo delle collaborazioni culturali. Alla curatela del volume hanno contribuito anche Alice Bozzetti e Marco Tortul. Il percorso comprende presentazioni, letture pubbliche e iniziative interdisciplinari, con l’obiettivo di accompagnare le voci degli autori oltre la pagina.
Molti giovani scrivono senza trovare occasioni per condividere i propri testi. Poesie e racconti rimangono nei quaderni, nei file personali o in una dimensione privata, lontani da lettori e interlocutori. Ho immaginato Passi d’Inchiostro per rispondere a questa esigenza: creare un luogo in cui incontrarsi, raccontarsi e crescere insieme.
Il progetto ha coinvolto studenti delle scuole superiori, universitari e giovani lavoratori. Alcuni avevano già pubblicato o ricevuto riconoscimenti letterari; altri si affacciavano per la prima volta all’editoria. Questa varietà è diventata una risorsa: esperienze e sensibilità differenti hanno trovato una direzione comune senza rinunciare alla propria identità.
La scrittura è stata il punto di partenza, ma nel tempo sono nate amicizie, scambi e collaborazioni che hanno superato le distanze geografiche. La pubblicazione rappresenta il risultato tangibile di questa rete, non il suo punto di arrivo.
Pubblicato da Tempo al Libro di Mauro Gurioli, Passi d’Inchiostro si articola in tre sezioni — Poesia, Prosa e Fumetto — nelle quali gli autori compaiono in ordine alfabetico per nome. La struttura accoglie forme espressive diverse e rende riconoscibile il contributo di ciascuno.
Il filo conduttore è l’introspezione: identità, crescita, relazioni, lutto, salute mentale e ricerca del proprio posto nel mondo. Accanto ai vissuti personali trovano spazio riflessioni sulla storia, sulla società, sulla musica e sull’arte. Ne emerge un racconto plurale della contemporaneità giovanile, che non pretende di ricondurre un’intera generazione a un’unica voce.
Il titolo richiama l’inizio di un cammino. Per qualcuno è il primo ingresso nell’editoria; per altri, il coraggio di condividere pensieri rimasti a lungo privati. Non tutti cercano la stessa destinazione, ma ciascuno sceglie di affidare al lettore una parte del proprio mondo.
La prefazione di Francesco Paissan approfondisce il rapporto tra scrittura, autenticità e legami; la postfazione di Mariaelena Porzio riflette sulla cultura come attenzione verso sé stessi e gli altri. La grafica di copertina è di Ylenia Nadalutti.
Nel mio lavoro di ideazione e coordinamento ho mantenuto al centro l’apertura del progetto: non cercare soltanto autori già riconosciuti, ma offrire una possibilità anche a chi non aveva ancora trovato ascolto. La qualità dell’esperienza nasce dalla disponibilità a confrontarsi, dalla fiducia e dal rispetto delle singole voci.
Nelle pagine convivono fragilità, desideri, domande e immaginari diversi. La scrittura permette di dare forma a ciò che è difficile esprimere e di riconoscere qualcosa di sé nelle parole altrui. Questa dimensione attraversa anche gli incontri pubblici che presento e modero, nei quali i testi tornano alle persone e alle storie da cui sono nati.
Il 19 giugno 2026 ho presentato Passi d’Inchiostro insieme ad Alice Bozzetti all’atelier Nùela di Vienna, in un appuntamento annunciato come prima internazionale del progetto. Il titolo, «Un Friuli che non conosce confini», esprimeva l’intenzione di partire dalle nostre radici per portare la scrittura giovanile in un contesto oltreconfine.
L’incontro, promosso con il coinvolgimento dell’Associazione Scrittori FVG e del Fogolâr Furlan di Vienna e dell’Austria, ha preceduto l’uscita dell’edizione definitiva del volume, pubblicata nell’agosto 2026. È stato uno dei primi momenti di presentazione internazionale del percorso e dell’idea culturale che lo sostiene.
Nel mese di luglio, il progetto ha collaborato a 15 minuti un libro, all’interno della rassegna Pietre e Canti – palcoscenico del Friuli, al Caffè Caucigh di Udine. Il formato proponeva agli autori una sfida: raccontare un libro in quindici minuti, prima dell’inizio di un concerto.
Il programma ha coinvolto Daniel Presotto, Alessandro Calandrino, Hélène Mainardis, Delfina Clocchiatti e Valentina Scalisi. Gli interventi precedevano esibizioni di jazz, blues, sonorità etniche, swing, soul e R&B, portando la letteratura davanti a un pubblico riunito anche per la musica.
L’iniziativa era un progetto dell’Associazione Musicisti Tre Venezie, con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e la collaborazione dell’Associazione Scrittori FVG e di Underground – Giovani e Storie in Festival.
La collaborazione con Fondazione Syncretika arte e cultura ETS ha trovato espressione in Afro al Castello – Versi in mostra, il 28 agosto 2026 al Castello di Prampero, a Magnano in Riviera. Nel contesto della mostra dedicata ad Afro Basaldella, la serata ha messo in relazione la memoria dell’artista con le nuove voci di Passi d’Inchiostro.
Ho presentato e moderato l’incontro, alternando le letture al racconto dell’esperienza degli autori. Sono intervenuti Giovanni Tomasetig, Martina Mazzini, Valentina Scalisi, Alessandro Calandrino, Emily Michielon Gabriella, Matteo Sargentini, Hélène Mainardis, Daniel Presotto, Sarah Marras e Delfina Clocchiatti.
L’appuntamento, voluto dalla Fondazione e organizzato con il Comune di Magnano in Riviera, Underground e l’Associazione Scrittori FVG, ha unito poesia, arte e paesaggio. Un’apertura serale straordinaria ha inoltre permesso al pubblico di visitare la mostra, inserendo le letture in un’esperienza culturale più ampia.
Il percorso di lancio del volume ha incluso l’appuntamento di Underground – Giovani e Storie in Festival, annunciato per il 5 settembre 2026 in Corte Morpurgo a Udine. Un contesto dedicato alle nuove generazioni, coerente con l’obiettivo di rendere i giovani protagonisti della vita culturale.
La presentazione in sala Degan, realizzata in collaborazione con il Circolo della Cultura e delle Arti, ha dato spazio alle letture e alle testimonianze degli autori. Ho moderato la serata, accompagnando il pubblico attraverso le esperienze da cui erano nati i testi.
Il resoconto dell’incontro restituisce una partecipazione intensa: la dimensione letteraria si è intrecciata con quella personale, mostrando come un volume collettivo possa diventare un’occasione di ascolto e riconoscimento reciproco.
Il 2 ottobre 2026, nella sala T. Maniacco della Biblioteca Civica «Vincenzo Joppi» di Udine, Passi d’Inchiostro e Kleos hanno contribuito alla parte poetica di Età Terza. L’incontro, organizzato dall’Associazione Culturale Liciniana con il Club per l’UNESCO di Udine, faceva parte del progetto Giovanni Cavazzon, in continuità.
Ho condotto la serata, curata da Matteo Sargentini, che ha intrecciato le opere di Cavazzon con letture dedicate ai nonni. Sono intervenuti Umberto Mitola, Angelica Grizzo, Delfina Clocchiatti, Emily Michielon Gabriella, Ludovica Cecchini, Lisa Pontarollo e Sveva Giordani Ressel, accompagnati dalla musica di Sebastiano Zuliani.
Nella successiva riflessione delle rappresentanti del Club per l’UNESCO di Udine e dell’Associazione Liciniana è stata riconosciuta la capacità del gruppo di coinvolgere altri giovani attraverso la cultura, incoraggiandoli a esprimersi e a confrontarsi con il pubblico.
Alessandro Bagnoli, Alessandro Calandrino, Alessandro Manzoni, Alessio Ziraldo, Alice Bozzetti, Allegra Vernoni, Amanda Vimercati, Amerigo Rizzone, Ana-Maria Genoiu, Angelica Grizzo, Anisa Tafa, Anna Luna Rocchetto, Antonio Cannata, Aurora Ferrari, Carmine Andrea Auletta, Chiara Bulegato, Daniel Presotto, Davide Buzzi, Delfina Clocchiatti, Denise Pascoletti, Eleonora Aviani Fulvio, Elia Trentin, Elisa Bagnoli, Elisa Buzzurro, Elisa Filippin, Emily Michielon Gabriella, Francesco Marcuzzo, Francesco Trevisin, Giacomo Genovese, Ginevra Miscoria, Giovanni Damiano Passera, Giovanni Tomasetig, Giulia Fabbro, Giulia Retti, Helias Buzzi, Hélène Mainardis, Ilaria Del Bò, Ilaria Lenardi, Irene Picco, Jacopo Pettarini, Jakob Tul, Jole De Luca, Lamberto Battiston Campatelli, Lisa Vidali, Lorenzo Boldrin, Lorenzo Butussi, Ludovica Caterina Cecchini, Marco Laprovitola, Marco Tortul, Margherita Rizzi, Maria Vittoria Nizzardo, Martina Mazzini, Matteo Sargentini, Nikolina Kojcinovic, Riccardo Zennaro, Sabrina Bello, Sarah Lamaj, Sarah Marras, Sebastiano Zuliani, Simona Anna Delli Carri, Sofiia Medianyk, Tommaso Brancolini, Umberto Mitola, Valentina Scalisi e Veronica Disnan.
Promosso dall’Associazione Scrittori FVG e pubblicato da Tempo al Libro, il volume è stato realizzato con il contributo di Fondazione Pietro Pittini, Indaco Italia, Linea Fabbrica, Associazione OnArt e Federico Gangi, e con il patrocinio dei Comuni di Manzano, Prepotto e Pavia di Udine.
Le collaborazioni sviluppate attraverso gli eventi hanno ampliato il percorso editoriale, mettendo gli autori in relazione con biblioteche, associazioni, istituzioni e spazi artistici. È in questa continuità tra libro e partecipazione che riconosco il senso di Passi d’Inchiostro: dare forma alle parole e creare occasioni perché possano incontrare qualcuno.
Ho partecipato ad Atlante immaginario del Friuli Venezia Giulia scrivendo tutte le poesie presenti nella pubblicazione. Un contributo che ha portato la mia voce in un progetto dedicato al rapporto tra territorio, memoria e immaginazione.
Realizzato dall’Associazione Scrittori FVG e curato da Mariaelena Porzio, il volume riunisce trentanove autori e autrici. Le loro storie compongono una narrazione che attraversa legami familiari, perdite, rinascite e antiche leggende, restituendo un’immagine della regione attraverso le vicende di chi la abita.
I miei versi affiancano i testi narrativi, offrendo al lettore un cambio di ritmo e una diversa possibilità di avvicinarsi ai luoghi descritti. La poesia trova così spazio accanto alle storie, in un dialogo tra forme espressive che mantengono ciascuna la propria identità.
Partecipare all’Atlante ha significato inserire la mia scrittura in un’opera collettiva, con un ruolo preciso: curarne la componente poetica. Un’esperienza di incontro con altri autori, nella quale il contributo personale diventa parte di una visione più ampia, senza perdere la propria voce.
Il volume si articola in nove itinerari tematici: la Via della Natura, della Storia, delle Piazze, del Mare, dei Borghi, dei Viandanti, dei Sassi, delle Grotte e del Carso. Percorsi che invitano a esplorare il Friuli Venezia Giulia seguendo non soltanto una mappa, ma anche le suggestioni della scrittura.
Alla pagina si aggiunge l’ascolto: nove podcast, accessibili attraverso i QR code presenti nel libro, danno voce ai testi grazie all’interpretazione di volontari e membri dell’Associazione.
Ne nasce un viaggio che può cominciare tra le pagine e continuare nei luoghi stessi: paesaggi familiari o ancora da scoprire, osservati attraverso prospettive capaci di renderli nuovi.
Tra queste pagine c’è anche un mio racconto: un contributo personale a un progetto corale, in cui la mia scrittura incontra quella degli altri autori.